“TURI SE LA CONOSCI…LA AMI”. Tra le strade e i vicoli turesi ci sono delle locandine affisse dalla Comunità Capi Scout. Probabilmente, vi sarete chiesti il loro significato. Cosa vuol dire conoscere Turi? Cosa vuol dire amarla? Da queste domande sono nate delle risposte figlie di un percorso di osservazione critica e di riflessione sul nostro caro territorio.

“Se mi conosci, mi ami”. Questa è la sfida lanciata, nei primi mesi del 2019, dai responsabili della Zona Bari Sud dell’Agesci e  ha visto protagoniste le comunità capi di ben 10 gruppi scout: Alberobello 1, Castellana Grotte 1, Conversano 1, Fasano 1, Noci 1, Noci 2, Putignano 1, Rutigliano 1, Rutigliano 2 e Turi 1. L’ obiettivo è  stato “Imparare a leggere criticamente la realtà dei nostri territori per individuare  i loro punti di forza e  debolezza intervenendo con un’azione educativa mirata”.

“ Conoscere e amare” queste sono state le parole chiave che hanno mosso i nostri passi alla scoperta dei luoghi più significativi del nostro territorio. Attraverso quattro fasi (osservazione, riflessione, confronto e realizzazione) abbiamo provato ad esplorare ciò che ci circonda con energica attenzione e con uno sguardo critico al solo scopo di nobilitare le già promettenti risorse del nostro Paese.

Con i giusti presupposti  ci siamo messi in cammino tra le vie del paese. Spesso, a causa della quotidianità e di un mondo sempre più iper-connesso che il più delle volte sovrasta la nostra stessa capacità di comprenderlo ci ritroviamo a guardare il nostro territorio in chiaroscuro, incapaci di osservare davvero. Ricordiamo alcune cose, altre le perdiamo. Se è vero che la capacità di osservazione è nella ricerca del dettaglio, con occhi nuovi e attenti abbiamo riscoperto i luoghi, osservato particolari prima ignorati o solamente percepiti nel chiaroscuro , ammirato le bellezze e posto attenzione sulle debolezze. Nata come una “sfida”, questa esperienza è diventata per noi un’occasione privilegiata per ascoltare, osservare, toccare con mano e soprattutto dare nuova luce a quello che la nostra Turi ci offre.

La Comunità Capi ha cercato di riflettere criticamente provando a mettere in luce diversi luoghi dal potenziale non del tutto espresso.  Tra i vari luoghi visitati, il nostro cuore ci ha portato a sceglierne uno a noi molto caro: il cosiddetto “cimitero vecchio” (il cimitero dei colerosi). Potrà sembrare una scelta bizzarra, fuori dal comune, ma per la comunità scout è  da sempre un luogo molto caro.  Il piazzale adiacente al “cimitero vecchio” porta il nome del fondatore dello scoutismo: “Sir Baden Powell”. Se per alcuni le parole cimitero e vecchio rappresentano oscurità, lontananza o suggestione, per altri membri della comunità queste due parole riportano ad un legame intenso con il luogo. Un posto speciale, uno dei pochi scorci di natura presenti nella zona abitata. Sir Baden Powell ci ha insegnato: “Vivere fuori, all’aperto, tra montagne ed alberi, tra uccelli ed animali, tra mare e fiumi, in una parola vivere in mezzo alla natura di Dio […]: tutto questo reca tanta gioia e salute, quanta mai ne potete trovare tra i muri ed il fumo delle città”. 

Un luogo che negli anni ha vissuto e raccontato delle belle storie non solo con gli scout come protagonisti ma anche con altre associazioni e gruppi attraverso incontri, eventi o manifestazioni; un luogo che per alcuni può aver rappresentato, e continua a rappresentare, uno spazio speciale in cui poter meditare, assaporare la natura o semplicemente passeggiare. Un luogo che non possiamo dimenticare.

Tra storia e leggenda, spesso, abbiamo associato il cimitero vecchio alla tristezza e all’ incompiutezza ma da sempre si è cercato di cambiare la sua connotazione urbana. Il cimitero vecchio vuole ancora raccontare delle storie, questa volta ancora più belle. Un piccolo angolo di mondo che vuole parlare di rinascita, estirpando  l’erba cattiva.

Intorno a noi, possiamo scrutare ogni giorno piccoli mondi e piccole storie inconcluse. Tocca a noi dare ai luoghi il finale meritato. Tocca a tutti noi restituire loro valore vivendoli.

Quando conosciamo qualcosa appieno, restiamo sempre legati alla storia che ci ha unito. Quando conosciamo qualcosa appieno la amiamo incondizionatamente. Ogni cosa intorno noi deve poter raccontare una bella storia. 

Comunità Capi Turi 1