"Buon giorno", disse il piccolo principe.

"Buon giorno", disse il mercante.

Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete.

Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.

"Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe.

"È una grossa economia di tempo", disse il mercante. 

"Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatre minuti la settimana".

"E che cosa se ne fa di questi cinquantatre minuti?"

"Se ne fa quel che si vuole..."

"Io", disse il piccolo principe, "se avessi cinquantatre minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..."

Adagio adagio, con la lentezza preziosa che permette di assaporare il gusto vero di ogni passo. Così anche noi, colti dalla sete di conoscere Rutigliano attraverso una prospettiva che premia i dettagli a dispetto della più cinica “economia di tempo”, ci siamo incamminati adagio adagio sulle vie del nostro paese.


E nel voler andare più a fondo, sempre più a fondo, oltre i pregi e i difetti di cui siamo già consapevoli, ci siamo ritrovati a seguire non solo il profumo della nostra terra, ma soprattutto il fruscio della nostra acqua. Quella che sgorga e non si vede, quella che cade e non si raccoglie, quella che scorre e si mostra a noi attraverso il sistema antico e mai superato delle fontane.

 

 

H20ggi ce l’abbiamo ancora

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Distribuite sul territorio e considerate ancora da molte famiglie come un punto di riferimento per l’approvvigionamento di acqua buona, le fontane di Rutigliano dispensano vita come dispensano ricordi. Sono discrete, non sempre silenziose, raccontano goccia a goccia chi eravamo, hanno conosciuto bambini poi diventati anziani e per questo, siamo convinti, possono essere considerate custodi di un patrimonio da valorizzare. Lo scorrere del tempo le ha trasformate nel segno vigoroso della Storia che non scalpita per richiamare la nostra attenzione, ma che non disdegnerebbe qualche carezzevole sguardo d’attenzione in più.

 

 

 

H20 appuntamento alla fontanina 2

In centro o leggermente in periferia, ora come nei tempi in cui mancava qualsiasi forma di tecnologia comunicativa, la fontana è stata e rimane oggi un punto di contatto, un posto sicuro nei pressi del quale attendere l’appuntamento che fa battere il cuore o, semplicemente, accorcia le distanze. Generazioni
di ragazzi sono cresciute con il tacito accordo del “Ci vediamo alla fontanina!”… da lì avrebbe avuto inizio l’avventura, da qui vorremmo che l’avventura proseguisse. 

 

 

 

 

H20cchio a non sprecarla 

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Il nostro viaggio esplorativo alla scoperta dei tratti più significativi di Rutigliano ci ha resi più curiosi, più attenti, più sensibili. A sorvegliare i nostri passi ci sono sempre stati gli occhi in ghisa delle fontane, non ancora stanche, piene di una vita che non andrebbe sprecata. Il dono generoso dell’acqua, infatti, ci attraversa ma non ci appartiene: usiamolo con parsimonia senza mai darlo per scontato e scopriremo che tanta bontà può davvero renderci felici.

 

Rutigliano 2