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"è il campo della vita!"

"vedrai tornerai cambiata"

"fallo perché ne vale la pena"

Queste sono più o meno le esclamazioni che precedono un CFA. Zero aspettative, eh? 

Questa di seguito è, invece, la definizione direttamente dal sito Agesci (e adesso i miei amici rideranno tanto leggendo che comincio il mio articolo affidandomi al sito):

"Il CFA è il momento dell’iter in cui gli elementi che vengono maggiormente presi in considerazione sono:

la capacità di tessere rapporti maturi e responsabili con ragazzi ed adulti;

la scelta cristiana e la scelta politica;

la scelta di servizio in Associazione realizzata con competenza pedagogica e metodologica.

Al CFA, dunque, le competenze vengono esplorate, confrontate, approfondite, con lo stile della ricerca, intesa come orientamento alla rielaborazione e alla riflessione sulla esperienza di servizio. E’ rivolto a soci adulti che hanno concluso da almeno 12 mesi la prima fase del percorso formativo di base".

Bene, adesso che abbiamo chiarito cosa tecnicamente è un CFA vi racconto un po' cosa è stato il nostro.

È stato uno staff che spacca, che ti racconta delle sue esperienze e fa tesoro delle tue, che non si sente mai arrivato e che vuole insegnare e soprattutto imparare. È stata Chiara che è entrata in sintonia dai primi passi con noi, con la nostra comunità e con tutto il mondo Agesci, regalandoci emozioni che solo la sua dolcezza avrebbe potuto esprimere. è stato un gruppo di trenta Capi che si incontra per la prima volta e che si sente davvero una grande famiglia.

Ma per me cosa è stato il CFA?

La sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto.

Ecco, se dovessi descrivere questo campo mi affiderei totalmente alle mie emozioni eppure sarei certa che tutte le parole del mondo non basterebbero per far comprendere agli altri ciò che ho vissuto. Ho provato a trasmettere le sensazioni con gli occhi lucidi eppure non credo sia bastato. La pelle d'oca quando ripenso alle condivisioni, al confronto, alla comunione la sento ancora addosso che si espande sulla mia pelle; l'empatia che ho percepito chiaramente tra me e i miei fratelli; il dolore e la fatica che ho visto trasformarsi in pura gioia nel sorriso sincero dei miei compagni di strada. Potrei parlarvi di come sia stato un viaggio a 360°, dentro e fuori di me; di come io abbia scavato nel mio profondo trovandoci la parte migliore e perdonando quella peggiore. Potrei scrivervi di quanto io abbia sentito forte e squillante la Sua voce che mi chiamava e che non mi ha mai lasciata, del volto di noi capi con le stesse paure, gli stessi dubbi, le stesse consapevolezze, le stesse emozioni, la stessa voglia di mettersi in gioco, la stessa passione educativa, di questo volto che ormai è parte di me e sento dentro.

Mi hanno detto che l'amore è quando fai spazio in te stesso per fare entrare qualcun altro. Ecco, un po' è questo: un amore puro e disinteressato che voglio donare al mondo perché io amo.

Eppur non è abbastanza; così ho pensato di farmi aiutare dai miei compagni di strada, perché condividere la bellezza è una missione…quindi cosa è stato per me il CFA? 

Contatto, rigenerazione, incontro, relazioni, scavarmi dentro, smuovere, ripartire, mettermi in gioco, capire la mia storia attraverso l'incontro, fraternità, rilettura, rianalisi, convalescenza, consapevolezza, pazzia, affetto, valore, utilità, reset, gusto del bello, ispirazione, presa di coscienza. riscoperta.

Insomma, il nostro CFA è stato una bomba.

il CFA svolto in Abruzzo, cominciato a L’Aquila il 28 aprile e terminato a Calascio il 5 maggio è stato questo e molto altro ancora, ma talmente tanto altro che faccio fatica a smettere di scrivere.

È stato rivoluzione, è stato ricostruzione, è stato una luce, un grido, un'onda d'urto. è stato consapevolezza di essere fortunati; voglia di battersi per ciò che si ama. è stato paura che stimola, che sprona. è stato testimonianza di giovani e adulti che hanno il coraggio di risollevarsi nonostante gli sia letteralmente crollato il mondo addosso e camminare a testa alta perché essere vivi è la scossa più grande.

Infine, quindi, vi scrivo, non per dirvi che il CFA va fatto per la nostra formazione permanente di capi Agesci, ma per regalarvi un pezzo di me che ho lasciato su quella strada e in ognuno dei miei amici; per urlare al mondo che il CFA è un dono immenso.

Buona strada a tutti!

Ivana

Gruppo Scout Rutigliano 2 

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