8 gennaio

Camminare verso la Pace, sperare nella Pace, operare per la Pace. Più che un’esortazione un vero e proprio impegno, a cui la nostra comunità diocesana ha scelto di dedicarsi quest’anno in modo particolare.

Riscaldata dalla Luce di Betlemme, giunta fino a noi nei giorni precedenti il Natale, la riflessione su un’azione misericordiosa atta ad annullare ogni possibile conflitto ha trovato condivisione nel corso di un incontro pensato in preparazione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù.

Beati gli operatori di Pace” –questo il nome attribuito all’evento- si è tenuto a Conversano lo scorso 8 gennaio, dopo un’intensa preparazione curata dall’AGESCI Zona Bari Sud, la quale unisce i dieci gruppi Scout territorialmente più vicini alla Diocesi Conversano-Monopoli (Alberobello 1, Castellana Grotte 1, Conversano 1, Fasano 1, Noci 1, Noci 2, Putignano 1, Turi 1, Rutigliano 1 e Rutigliano 2).

Gestito e pianificato in pieno stile Scout, l’incontro ha proposto ai presenti una lettura originale delle infinite sfumature riconoscibili nel termine “pace”, selezionando però quattro particolari sfumature: la Pace come Promessa, Perdono, Difesa della Vita, Condivisione.

Partendo dal discorso pronunciato nel 2013 da Papa Benedetto XVI durante la Giornata Mondiale della Pace, il percorso ha visto succedersi video, testimonianze, letture, memorie e brani distribuiti in quattro differenti tappe. Il pellegrinaggio, vissuto prevalentemente da giovani ed educatori, si è così arricchito ad ogni passo, confermando la volontà di una Chiesa in evoluzione, pronta a crescere sull’esempio di Cristo Maestro.

A concludere l’incontro, tra le antiche mura della Cattedrale conversanese, l’intima dichiarazione di un personale impegno di pace, avvolgente come il calore dei lumini accesi direttamente dalla fiamma di Betlemme.

Con lo stesso ardore, brilla in noi l’augurio che la luce di Pace possa diffondersi per mezzo dei nostri cuori e risplendere nel buio dell’indifferenza per dare nuovo impulso ai sogni, ai progetti, alle azioni dell’intera Diocesi a cui apparteniamo.