IMG 3279Una giornata di confronto, di testimonianza, di ascolto, di formazione. L’Incontro Capi Regionale #cambiapasso ha rappresentato un importante momento di crescita per i capi AGESCI di Puglia, che in quel di Monopoli, lo scorso 2 febbraio, hanno avuto modo di incontrare il Capo Scout d’Italia Francesco Coccetti, il medico e Psicoterapeuta Alberto Pellai, Sergio Bottiglioni – già Incaricato Nazionale alla Branca R/S ai tempi della Route del 2014 – e di ascoltare le parole “eretiche” di Don Salvatore De Pascale, AE Regionale.

Ma di cosa si è parlato? L’età dei passaggi arriva per ogni lupetto o lupetta, per ogni coccinella, per ogni esploratore e guida. Ma come si vive questo particolare momento di crescita per il ragazzo? Perchè sembra così difficile muoversi verso nuove avventure? Siamo abbastanza bravi a dare il giusto peso all’esperienza che il lupetto sta vivendo? E come ha reagito il capo e lo staff (e la Co.Ca.!) ai dubbi di quella guida che è terrorizzata dalla Branca R/S? Sono alcune tra le tante domande risuonate nella magnifica cornice di Monopoli.  Le risposte sono giunte umili ed autorevoli. Nell’occasione, abbiamo deciso di intervistare uno dei tanti motori propulsivi che hanno permesso di realizzare un momento formativo di alto livello e sicuramente tanto originale e vario. Abbiamo raggiunto l’Incaricata Coordinamento Metodologico Tea di Lorenzo, che ci ha accompagnato nelle varie fasi dell’incontro assieme agli IAB regionali ed alle pattuglie di AGESCI Puglia.

L’età dei Passaggi è sempre tanto delicata. Quali – tra le tante – sono le cose che più importanti su cui un capo non deve proprio “toppare”?

Sicuramente sono: la relazione educativa capo-ragazzo, l’ empatia e  il mix tra “sovversione, eresia e profezia” nel essere capo. L‘entrare in relazione con empatia, ci offre la possibilità di strutturare e rafforzare ancora di più quella che è la relazione educativa utile ad accompagnare i bambini, adolescenti e ragazzi durante l’età dei passaggi e nei cambiamenti . Il “mettersi nei panni di”… , il “sentire dentro” … il comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore, vuol dire comprendere la parte più intima ed i bisogni più forti degli educanti che ci vengono affidati. Sicuramente non è da tutti essere empatico, ma la nostra arte di capo ci viene in soccorso grazie all’importanza che dobbiamo dare nella progressione personale, all‘ascolto e ai nostri sensi. Fateci caso, il più delle volte è “il non detto”,  il messaggio che resta più impresso nella mente e nel cuore nostri ragazzi. Possiamo trasmettere il nostro Know-how (competenze) attraverso l’energia che veicoliamo camminando al fianco dei ragazzi, attraverso uno sguardo, un gesto, una esperienza, una fragranza. In definitiva, attraverso lo Scouting possiamo percepire anche i cambiamenti del ragazzo e supportarlo emotivamente – e non soltanto tecnicamente –  nella sua crescita, nella sua trasformazione, nei suoi fallimenti e nelle sue vittorie.

Riprendendo le parole di don  Salvatore De Pascale, il capo-educatore-catechista, quando accompagna lo scout durante i momenti di passaggio e di cambiamento, deve sforzarsi di essere sovversivo, sempre un passo avanti, eretico, perché capace di fare scelte controcorrente, ed allo stesso tempo profetico.

Quanto è importante lavorare al fianco dei genitori degli scout, primo presidio educativo dei nostri ragazzi? Non si rischia di invadere “sfere” troppo personali?

Potrei dire “Ni”. Le sfere personali non sono poi così intime se noi educatori conosciamo la famiglia entrando in relazione con essa , quasi da “divenire uno di famiglia”.  Inoltre, nel dirci “fratelli  maggiori” dei nostri ragazzi non possiamo esimerci dal non conoscerli il più possibile.

Per “divenire uno di famiglia” ed essere quanto più “fratelli  maggiori” dei ragazzi a cui prestiamo il nostro servizio educativo, è auspicabile avere una rapporto costante con i genitori, oltre ad organizzare e concordare con le famiglie stesse, sia dei momenti di confronto, che conviviali. Reputo essere le cose più importanti e più utili per entrare in relazione con loro e far si che quelle “sfere personali” non rappresentino per loro un’invadenza da parte nostra, ma che diventino una grande risorsa sinergica per entrambi(genitori ed educatori) che permetta di comprendere quanto importante sia essere alleati per l’educazione dei ragazzi.

AGESCI PUGLIA investe tanto sulla formazione. Quali sono i feedback che hai ricevuto da #cambiapasso?

I feedback sono certamente straordinari. Abbiamo raccolto le verifiche, e queste ci hanno dimostrato, che più del 78% è molto soddisfatto dell’incontro capi #cambiapasso, sia dal punto di vista logistico -organizzativo,  che contenutistico. Sicuramente c’è sempre da migliorare.

Questo incontro capi a mio parere ha giovato molto soprattutto ai tirocinanti e giovani capi in termini di formazione, entusiasmo  e confronto. La cosa più bella di questo momento di formazione è stato certamente il clima sereno e gioioso che si respirava, che mi piace paragonare alla “Famiglia Felice” . Ed ecco che l’unitarietà del metodo che volevamo passasse all’incontro capi, si è manifestata attraverso il clima di “Famiglia Felice” tipico della branca L/C che ci ha donato un senso ancor più forte di appartenenza ad una regione; passando per “l’avventura” tipica della branca E/G, rispetto alla sfida di vivere in più di  600 persone un momento formativo regionale che non si viveva da un po’ di anni ; e  nell’Incontro con il Capo Scout d’Italia, Fabrizio Coccetti ed il psicoterapeuta dell’evolutiva Alberto Pellai, persone nuove che si sono messe al “servizio”, nello stile tipico di Branca R/S di noi capi scout dell’ #agescipuglia. Come area metodo abbiamo fatto del nostro meglio e siamo molto contenti della riuscita dell’incontro capi che ci ha restituito una lettura chiara della nostra Regione Puglia in termini di bisogni e punti di forma. (A cura di Alessio Pittari)