Papa Francesco ci offre un "Piano per Risorgere". Eccovi alcune riflessioni in merito, dal nostro Responsabile di Zona...

Un piano per resuscitare… anche per noi scout?

Gaetano Ladisa – Responsabile di Zona Bari Centro

WhatsApp Image 2020 04 26 at 17.18.59

Qualche giorno dopo la Santa Pasqua, la prima a memoria d’uomo vissuta lontana dai riti e dai nostri fratelli e sorelle, il Santo Padre ha preso un foglio di carta e la penna (letteralmente!) ed ha scritto un “piano per resuscitare”, una meditazione per la rivista spagnola Vida Nueva.

La trovate qui: https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-04/un-piano-per-risorgere-covid-papa-francesco-vida-nueva.html

Spero l’abbiate letta; io ne ho tratto una serie di riflessioni che ritengo utili per noi scout e che vorrei condividere con voi.

OGGI

Chi ci rotolerà via il masso?

Ascoltando i capi della nostra Zona, si percepisce, come un rumore di sottofondo, la preoccupazione (forse eccessiva) per la ripresa e per le molteplici attività non fatte e da fare (da recuperare?) come se dovessimo riprendere da dove avevamo interrotto e non come se dovessimo cominciare una cosa nuova (“Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”).

Certo è ben piccola preoccupazione rispetto all’angoscia per ciò che verrà dopo, per le difficoltà economiche che subentreranno per tante famiglie e all’elaborazione del lutto per quanti ci hanno lasciati.

Potremmo essere tentati dalla paralisi dell’inazione oppure, come le donne che “quand’era ancora buio”, riempirono la borsa di olii profumati ed andare al Sepolcro, accettare la vita per come viene mettendosi in azione. Esserci ed accompagnare, non scappare per mettersi in salvo o rinnegare il Maestro ma mettersi al servizio come stanno facendo i tanti intorno a noi che si stanno ponendo accanto agli ultimi.

Anche se il masso da rotolare è lì, esse non si sono perse d’animo.

DOMANI

La Resurrezione ci permette di guardare al dolore che ci circonda con uno sguardo rinnovatore e da rinnovati. Non è un ottimismo un po’ ingenuo quello che ci fa “sorridere e cantare anche nelle difficoltà” ma è quello di chi è consapevole che le cose possono cambiare anche con il proprio impegno a “lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”.

Lo stesso impegno che, in un’Italia devastata dopo il secondo conflitto mondiale, ha fatto nascere centinaia di Gruppi scout tanto nelle grandi città quanto nei piccoli paesini. Con la consapevolezza che “nessuno si salva da solo”, in un moto spontaneo, migliaia di scout si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito il Paese.

Certamente c’erano bisogni più impellenti, in una Italia stremata dalla guerra, povera ed affamata… eppure tanti giovani credettero che fosse necessario rimettere in piedi il Movimento scout per educare le nuove generazioni e costruire un futuro migliore.

Questo è un tempo di ascolto e discernimento, ma fatto per costruire qualcosa di più e migliore come persone. Anche noi, dopo questa sospensione, saremo chiamati ad una ricostruzione. Siamo chiamati, per usare le parole del Papa, ad una nuova “immaginazione del possibile”.

Nel nostro servizio non dobbiamo fare uno scoutismo “minore” per accontentarci, ma fare uno scoutismo “rinnovato”!

Papa Francesco ci fornisce, a suo modo, alcune tracce di lavoro.

Questa pandemia ci ha mostrato chiaramente che, al di là delle indicazioni di chi ci governa, la risposta vincente è nella corresponsabilità e senso civico di tutti. Non potremo più accettare passivamente il fatalismo in cui siamo immersi ma dovremo educare i nostri ragazzi a sentirsi responsabili, artefici e protagonisti di una storia comune.

Insieme a loro, saremo chiamati a non voltare il capo dall’altra parte davanti alle tante “pandemie” che affliggono il nostro mondo: la fame, la povertà, le guerre. Cominciando dalle piccole ingiustizie quotidiane alle quali sembriamo esserci assuefatti.

Avendo compreso come ogni azione individuale abbia conseguenze per gli altri, perché tutto è connesso nella nostra “Casa comune”, non potremo non adottare comportamenti che frenino e mitighino la distruzione dell’ambiente e impediscano l’ineguale distribuzione delle risorse.

AZIONE

Quali attenzioni educative potremmo concretamente adottare? Ne elenco solo alcune; alla maggiore creatività di voi capi lascio il trovarne tante altre…

  • ribadire la valenza “politica” del nostro fare educazione attraverso azioni di impegno locale per continuare a sostenere quella rete di solidarietà che la pandemia ha suscitato nelle nostre città
  • riscoprire il saper fare, la manualità e la capacità di “aggiustare” contro la logica dell’usa e getta
  • praticare una maggiore essenzialità nello stile di vita come nelle azioni e nelle parole
  • rivolgere attenzione all’ambiente, non solo da considerare come uno sfondo attraente per le nostre attività ma come luogo di rinnovato impegno civico e politico.

Valga allora per noi l’augurio di Papa Francesco, ovvero che il soffio dello Spirito risvegli la nostra creatività e ci faccia dire “Eccomi” dinanzi al compito che ci aspetta.

Buona strada.

25 aprile 2020, Festa della Liberazione