Il giorno 5 Marzo 2017 tutte le comunità capi della zona Bari Centro si sono ritrovate a vivere la consueta assemblea di zona primaverile presso la Parrocchia di San Marcello, sede del gruppo Bari 8. Alla luce del progetto di zona, dopo che le singole comunità capi hanno vissuto il lavoro di inchiesta, a conclusione della fase dell’osservare, in questa assemblea abbiamo affrontato la fase di “deduzione”. Abbiamo vissuto un momento di formazione sull’obiettivo “Educazione all’accoglienza e alla Povertà”, un tema noto a tutti ma che in quell’occasione ha portato tutti i capi a confrontarsi, a tirare fuori i propri dubbi e perplessità in merito all’immigrazione dal punto di vista umano ma anche dal punto di vista burocratico del nostro Paese. Per affrontare al meglio la tematica tanto importante quanto delicata sono stati invitati degli ospiti che tramite le loro esperienze lavorative ed umane hanno aiutato tutti i presenti ad inquadrare al meglio di cosa stavamo parlando.

Gli interventi sono stati di Maria Mitola, Consigliere Corte d’appello Sezione minorile e famiglia e di Rosy Paparella, garante dei Diritti e dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Puglia.

Maria Mitola ha illustrato a tutti, in base alle sue competenze ed esperienze tutta la parte burocratica, ovvero quale potrebbe essere l’iter che viene seguito per l’accoglienza degli immigrati nel nostro paese dal primo momento in cui arrivano sulle nostre coste o via terra se sono più fortunati. Ha spiegato che aldilà del riconoscimento vi sono dei momenti molto importanti in cui la figura predisposta si confronta con l’immigrato. Sono fasi di solo ascolto in cui si sentono le storie, le motivazioni di chi è arrivato sul nostro paese, vere o false che siano poi sarà comunque un giudice a stabilirlo ed eventualmente a riconoscerlo. È nella fase dell’ascolto che vengono fuori le storie di povertà (non solo economica) che devono essere ben lette ed è per questo che in fase di ascolto c’è la presenza di mediatori culturali.

Rosy Paparella ha raccontato della sua esperienza nel campo da diversi anni descrivendo il lavoro che fa e soprattutto ha cercato di leggere il fenomeno dei minori non accompagnati in puglia e sul territorio nazionale. Descrivendo come in puglia, dopo alcuni avvenimenti accaduti (ha raccontato di quello avvenuto a Cassano dove i ragazzi sono tenuti “prigionieri” all’interno di una “comunità”) la burocrazia rallenta molto il percorso di inserimento sociale dei minori, dalla scuola al mondo che gli circonda.

Fabio Addante

Valenzano 1