ROVER E SCOLTE CONTRO LA MAFIA

Camorra in Campania, Cosa Nostra in Sicilia, Ndrangheta in Calabria, e riguardo al nostro territorio? Esiste veramente ancora l'anacronistica Sacra Corona Unita? Domande inusuali, spesso ritenute scomode, ma capaci di stimolare le nostre giovani menti. Di fronte a questi interrogativi, noi ragazzi del Clan Don Tonino Bello del Gruppo Scout Tuglie 1 abbiamo reagito con grande stupore davanti alla nostra indifferenza e, in certi casi, ignoranza, rispetto alle tematiche riguardanti la criminalità organizzata presente nel nostro amato territorio. Il Salento, ormai fra le mete turistiche più gettonate dagli italiani (e non solo), appare ad un primo sguardo come un insieme armonioso di bellezze naturali e storiche, cultura, antiche tradizoni e movida. Ma si tratta veramente di un territorio eticamente sano ed integro, anche se con sporadici episodi riconducibili alla piccola criminalità, o questa è solo una realtà di facciata? Partendo dalle nostre esperienze personali, abbiamo constatato che il fatto che le vicende di cronaca più sanguinarie e violente risultino ormai risalenti nel tempo, contribuisca a diffondere nell'opinione comune l'idea che la cosiddetta quarta mafia, la Sacra Corona Unita, non esista più e, con essa, siano venuti meno fenomeni di illegalità di portata considerevole. Questa presa di coscienza ci ha spinto nel profondo, ci ha fatto capire quanto la dedizione all'apparenza che sconvolge la società odierna ci abbia costretto ad interessarci solo superficialmente a ciò che ci circonda, ignorando i veri problemi. Aprire gli occhi era necessario. Abbiamo deciso di porre attenzione ai fatti di cronaca degli ultimi mesi, raccogliendo articoli di giornale e notizie sul web, che abbiamo poi condiviso durante le riunioni.

 

Queste prime informazioni ci hanno trasmesso un'incontrollabile sete di conoscenza, che ci ha spinto a svolgere diverse attività sui beni confiscati e riutilizzati per fini sociali e a documentarci attraverso la condivisione di libri e film sull'argomento. Abbiamo accettato con grande entusiasmo l'invito dei nostri Capi a raccogliere testimonianze significative da associazioni presenti sul territorio, coinvolgendo nelle nostre route invernali coloro che quotidianamente si trovano ad affrontare e combattere una mentalità mafiosa e una cultura mafiogena. Due testimonianze fondamentali che ci hanno colpito nel profondo sono "Libera", associazione fondata da Don Luigi Ciotti; e la cooperativa "Sfrutta Zero", che si oppone al sistema del caporalato attraverso l'autoproduzione di salsa di pomodoro e di altri prodotti, grazie anche al lavoro regolare di numerosi migranti. Dopo questa prima fase di osservazione, abbiamo preso coscienza del fatto che la mafia non  è solo quella che "spara o mette le bombe", la mafia si nutre e cresce grazie alla mentalità che cerca, attraverso il favore di aggirare le regole. Abbiamo toccato con mano che, anche nel nostro quotidiano, veniamo a contatto continuamente con situazioni poco chiare e zone grigie e che siamo continuamente chiamati ad una scelta: a scegliere da che parte stare. Perchè il cambiamento comincia dall'azione di ognuno. Ciascuno di noi è chiamato ad essere sentinella, e non si può abbassare la guardia solo perchè la mafia "non indossa coppola e lupara ma un bel completo firmato". A conclusione di questo lavoro abbiamo organizzato un incontro in stile "veglia rover" con tutte le associazioni di Tuglie e con le autorità politiche, al fine di invitare alla riflessione e alla presa di coscienza del fatto che il cambiamento è nelle mani di ogni cittadino onesto. In questa occasione abbiamo anche presentato il nostro gioco di ruolo in stile "Lupus in tabula", chiamato "Mafiusus in tabula", con una rivisitazione dei personaggi, realizzati ad immagine e somiglianza di noi rover e scolte del gruppo. Segno tangibile del nostro impegno nel mantenere sempre alta la voglia di combattere l'illegalità, è la richiesta all'Amministrazione Comunale di intitolare una strada del nostro Paese ad una vittima innocente di mafia: un'eroina salentina che ha pagato con la vita il suo impegno nella salvaguardia di una riserva naturale che ancora oggi risplende nel cuore del Salento, Porto Selvaggio. Siamo orgogliosi di comunicare che questa richiesta è stata accolta con successo, e che noi del Clan Don Tonino Bello del Gruppo Scout Tuglie 1 non ci fermeremo più nella nostra continua lotta al fianco della legalità. E voi?

Aurora Rizzo, Gerardo Quintana, Francesco Calò, Simone Marrella, Luca Giorgino, Lorenzo Vigna, Luca Cataldi, Antonio Pisanello, Giacomo Caputo, Francesca Selce, Mino Calò, Lucia Piccinno

Clan Don Tonino Bello

Gruppo Scout Tuglie 1