"Ogni persona è un essere unico e di fatto, preso di per se stesso, la più grande opera d’arte di tutti i tempi." (Thomas Bernhard)

A guidare il mio pensiero è l'idea di unicità, che rende speciali, arricchisce e dona valore alla comunità oppure è l'idea di diversità, intesa come elemento da dover includere, da riportare sui binari di una comunità già costituita "dai più grandi" e della quale si viene a conoscenza?

Quanto in fase di programmazione e definizione della riunione sono attento alle diverse individualità del branco/cerchio?

Mi servo del programma di C.d.A., della sua ricaduta all'interno dell'unità, mosso dalla consapevolezza che far vivere la relazione tra pari permette ai più grandi di sperimentarsi ed essere testimoni autentici?

Condividiamo qui tutte le esperienze, le tracce, i pensieri, le criticità e i suggerimenti che riguardano l’educazione alla diversità nel C.d.A.

 

"... e Mowgli aprì la bocca per passare la voce, le parole gli si strozzarono in gola e lo colse una sensazione che saliva dalla punta dei piedi fino alla radice dei capelli... un senso di pura infelicità, tanto che si guardò accuratamente per essere certo di non aver calpestato qualche spina"

Quali segnali cogliere per scovare la tristezza? E se non fosse tristezza ma rimorso? ... ultimamente non gli si può dire niente!!! Non capisco perché oggi era così felice, eppure...

Gesto interrotto o capo interdetto?!? Tante domande intorno ai nostri preadolescenti. Tanti dubbi intorno a una frenetica girandola di emozioni che ci fa girare la testa!

Può lo strumento del CdA rispondere al bisogno di scoperta e consapevolezza delle emozioni dei nostri bambini? Quali segnali cogliere osservandoli? Come gestire i conflitti con adulti, coi pari e quelli interiori? Come ascoltare e osservare tutto questo? Quale è il nostro ruolo in questo tumulto preadolescenziale? 

Confrontiamoci insieme su questi temi suggerendo: strategie d'intervento, esperienze concrete e attività, oltre alle attenzioni da avere nella relazione capo-ragazzo.

#comunichi? Quanto peso diamo oggi alla comunicazione verbale?

Pensiamo che per il bambino sia uno strumento ancora “attraente” il guardarsi negli occhi e parlare?

La tecnologia è “strumento di educazione” o “strumento di comunicazione”?

Sei un capo tecnologicamente avanzato o credi che gli L/C possano decidere delle prove di specialità per i VV.LL. e CC.AA. per farli diventare dei novelli YouTubers?

Usiamo ancora la catena telefonica o inviamo messaggi nel gruppo di C.d.A.?

Con i nostri C.d.A. abbiamo vissuto attività “2.0” o che prevedessero l’uso di tecnologie o  che parlassero di tecnologia? Se sì, in che termini le abbiamo affrontate?

Condividiamo qui tutte le esperienze, le tracce, i pensieri, le criticità e i suggerimenti che riguardano la comunicazione con/nel il C.d.A.

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