"Ogni persona è un essere unico e di fatto, preso di per se stesso, la più grande opera d’arte di tutti i tempi." (Thomas Bernhard)

A guidare il mio pensiero è l'idea di unicità, che rende speciali, arricchisce e dona valore alla comunità oppure è l'idea di diversità, intesa come elemento da dover includere, da riportare sui binari di una comunità già costituita "dai più grandi" e della quale si viene a conoscenza?

Quanto in fase di programmazione e definizione della riunione sono attento alle diverse individualità del branco/cerchio?

Mi servo del programma di C.d.A., della sua ricaduta all'interno dell'unità, mosso dalla consapevolezza che far vivere la relazione tra pari permette ai più grandi di sperimentarsi ed essere testimoni autentici?

Condividiamo qui tutte le esperienze, le tracce, i pensieri, le criticità e i suggerimenti che riguardano l’educazione alla diversità nel C.d.A.