Branca EG

 

 

 

ROVER E SCOLTE CONTRO LA MAFIA

Camorra in Campania, Cosa Nostra in Sicilia, Ndrangheta in Calabria, e riguardo al nostro territorio? Esiste veramente ancora l'anacronistica Sacra Corona Unita? Domande inusuali, spesso ritenute scomode, ma capaci di stimolare le nostre giovani menti. Di fronte a questi interrogativi, noi ragazzi del Clan Don Tonino Bello del Gruppo Scout Tuglie 1 abbiamo reagito con grande stupore davanti alla nostra indifferenza e, in certi casi, ignoranza, rispetto alle tematiche riguardanti la criminalità organizzata presente nel nostro amato territorio. Il Salento, ormai fra le mete turistiche più gettonate dagli italiani (e non solo), appare ad un primo sguardo come un insieme armonioso di bellezze naturali e storiche, cultura, antiche tradizoni e movida. Ma si tratta veramente di un territorio eticamente sano ed integro, anche se con sporadici episodi riconducibili alla piccola criminalità, o questa è solo una realtà di facciata? Partendo dalle nostre esperienze personali, abbiamo constatato che il fatto che le vicende di cronaca più sanguinarie e violente risultino ormai risalenti nel tempo, contribuisca a diffondere nell'opinione comune l'idea che la cosiddetta quarta mafia, la Sacra Corona Unita, non esista più e, con essa, siano venuti meno fenomeni di illegalità di portata considerevole. Questa presa di coscienza ci ha spinto nel profondo, ci ha fatto capire quanto la dedizione all'apparenza che sconvolge la società odierna ci abbia costretto ad interessarci solo superficialmente a ciò che ci circonda, ignorando i veri problemi. Aprire gli occhi era necessario. Abbiamo deciso di porre attenzione ai fatti di cronaca degli ultimi mesi, raccogliendo articoli di giornale e notizie sul web, che abbiamo poi condiviso durante le riunioni.

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Si, la risposta del clan/fuoco Logos del ta16 al termine dell'esperienza con gli FB presso il centro Abfo.

I dubbi iniziali, la paura di non essere abbastanza utili, il timore di non essere intraprendenti nell'imbastire una conversazione " che dico? Che faccio?", l'ansia di non conoscere i tratti e le caratteristiche dei senza tetto... questo scomodo bagaglio dalle forme indefinite con cui siamo arrivati, ha cambiato forma e dimensione progressivamente già dai primi minuti di attività. È bastato indossare guanti, impugnare mazza e scopa, per sentirci utili. Una bella passata di pezza e quel centro accoglienza notturno, si faceva sentire già casa. I Volontari Abfo hanno tracciato i contorni di questa realtà, segnando umilmente i traguardi che nel corso degli anni hanno contribuito ad aumentare la dignità degli assistiti. Nulla è al caso, regole, orari, possibilità, contatti, la Provvidenza poi si palesa in mille occasioni. Finalmente arriva l'ora di incontrare gli ospiti, abbiamo appena imparato che non si tratta di senza tetto, già perché questa struttura un tetto ce l'ha ed esibendo all'ingresso il tesserino per un periodo di tempo stabilito hanno il diritto di dormire al chiuso ed al caldo, loro sono i senza fissa dimora. Un bel sorriso e un sincero saluto hanno spianato la strada ad una relazione, brevi conversazioni inizialmente, poi fiumi di parole cantate accompagnate dalle note di una chitarra, tavoli occupati con giochi di società chiacchiere, risate, contrassegnati da vincite e sconfitte, così come le storie di vita vissuta che i nostri amici iniziano a raccontare. Una bevanda calda ed un piccolo ristoro, riscaldano la serata. È stato bello conoscere in momenti ritagliati ad ok la realtà Fb, collaborare uniti in una squadra a più colori, il bianco del manto della Madonna di Lourdes e la disponibilità e la passione di Bernadette, con il ns clan ed i volontari Abfo, dall'inizio alla fine. Vivere il servizio, sporcandosi le mani, insieme a ... Taranto. Nella nostra città che tanto bisogno ha, ma che su altrettanti cuori e mani abili e nobili può contare. Non più paure ma voglia di fare, un addio ma un arrivederci, con l'augurio che tanti clan possano vivere un'esperienza semplice ma profonda, semplicemente profonda. 

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Lo scorso 8 gennaio si è svolto presso il Seminario Vescovile di Conversano l’incontro curato dalla Zona Bari Sud AGESCI nell'ambito delle iniziative promosse dall'Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile, in preparazione alla prossima GMG di Cracovia.

L’evento, intitolato "Beati gli Operatori di Pace", era aperto a tutti e ha visto la partecipazione dei gruppi parrocchiali, degli educatori, dei giovani e delle comunità Scout legate alla Diocesi Conversano – Monopoli.

Dopo un momento introduttivo, basato sulle parole pronunciate nel 2013 da Papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Pace, l’incontro è proseguito con un percorso a tappe, una sorta di pellegrinaggio volto a mettere in luce le diverse sfaccettature della Pace (quattro in particolare: Pace come Promessa, Perdono, Difesa della vita, Condivisione) .

Il percorso ha permesso di approfondire testimonianze fondamentali, dalle quali è emersa l’importanza di operare concretamente per portare un vero cambiamento nel mondo.

Sophie Scholl, giovane tedesca vissuta nella Germania nazista, accusata di cospirazione contro il regime di Adolf Hitler perché facente parte del gruppo clandestino di opposizione denominato “Rosa Bianca”;  la famiglia di Aldo Moro e i brigatisti responsabili della sua morte, riconciliatisi dopo un lungo lavoro spirituale; Oscar Romero, arcivescovo salvadoregno ucciso da un cecchino  (durante la celebrazione della Messa nella cappella di un ospedale) per le sue costanti denunce contro le violenze della dittatura militare del suo paese; una famiglia albanese di religione musulmana accolta ed ospitata da un membro della nostra comunità diocesana, segno di apertura e serena convivenza.

L’ultima tappa di questo percorso si è svolta nella Cattedrale di Conversano, dove ardeva la Luce di Betlemme e musiche suggestive facevano da sottofondo alle nostre riflessioni. Qui ciascuno di noi ha ricevuto una candela, accesa direttamente dalla fiamma di Betlemme che si diffonde nelle nostre case durante il periodo natalizio, e ha scelto di assumersi un impegno concreto.

Un impegno di Pace, da adempiere ogni giorno per essere veri operatori di Pace.

Antonio Castiglione,

Gruppo Scout Rutigliano 2

Quando, nell’estate 2014,  tutti i Rovers/Scolte d'Italia hanno redatto la Carta del Coraggio alla Route Nazionale, il Clan/Fuoco "The Copse" del gruppo BARI 10 non c’era. 

Avendo letti i punti portanti della Carta del Coraggio durante un incontro della nostra Zona, ci siamo sentiti chiamati a "sporcarci le mani", ad impegnarci con gli altri gruppi della nostra regione. Durante le successive riunioni di Clan, ci siamo presi l’impegno nel portare a termine un'azione di coraggio. E’ stato deciso il tema dell'Ambiente e, nello specifico, l’obiettivo di riuscire a far conoscere e valorizzare il Parco Naturale Regionale Lama Balice, un’area protetta limitrofa alla Zona Cecilia, il territorio dove risiede la nostra parrocchia “San Pietro Apostolo”, stretta tra le periferie di Bari e Modugno. Abbiamo incontrato alcuni esperti che ci hanno aiutato a conoscere gli aspetti della flora e della fauna, quelli storico-culturali e ambientale.

La nostra prima Azione di Coraggio, intitolata #ChiamaLaLama, è consistita nell’organizzare una mostra fotografica presso Villa Framarino (la sede del Parco) ed una escursione guidata da noi rover e scolte all'interno del Parco stesso.

Dopo il successo di questo primo evento abbiamo deciso di continuare nella nostra azione di divulgazione all'interno dell'area metropolitana di Bari. Il nostro clan/fuoco ha così deciso la seconda Azione di Coraggio: organizzare e realizzare uno scout-concerto, che si intitolerà #LAMAcchiànacanzon?

L’evento, aperto a tutti i gruppi, cori, solisti scout si terrà il 30 giugno 2016 presso la Parrocchia San Pietro Apostolo a Modugno. Potete informarvi sulla pagina Facebook dell’evento https://www.facebook.com/events/780627575415411/

Siete tutti invitati a partecipare e a divulgare la nostra iniziativa!

Vi auguriamo Buona Strada

Il Clan/Fuoco "The Copse" – Gruppo AGESCI BARI 

Lo scorso 8 gennaio si è svolto presso il Seminario Vescovile di Conversano l’incontro curato dalla Zona Bari Sud AGESCI nell'ambito delle iniziative promosse dall'Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile, in preparazione alla prossima GMG di Cracovia.

L’evento, intitolato "Beati gli Operatori di Pace", era aperto a tutti e ha visto la partecipazione dei gruppi parrocchiali, degli educatori, dei giovani e delle comunità Scout legate alla Diocesi Conversano – Monopoli.

Dopo un momento introduttivo, basato sulle parole pronunciate nel 2013 da Papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Pace, l’incontro è proseguito con un percorso a tappe, una sorta di pellegrinaggio volto a mettere in luce le diverse sfaccettature della Pace (quattro in particolare: Pace come Promessa, Perdono, Difesa della vita, Condivisione) .

Il percorso ha permesso di approfondire testimonianze fondamentali, dalle quali è emersa l’importanza di operare concretamente per portare un vero cambiamento nel mondo.

Sophie Scholl, giovane tedesca vissuta nella Germania nazista, accusata di cospirazione contro il regime di Adolf Hitler perché facente parte del gruppo clandestino di opposizione denominato “Rosa Bianca”;  la famiglia di Aldo Moro e i brigatisti responsabili della sua morte, riconciliatisi dopo un lungo lavoro spirituale; Oscar Romero, arcivescovo salvadoregno ucciso da un cecchino  (durante la celebrazione della Messa nella cappella di un ospedale) per le sue costanti denunce contro le violenze della dittatura militare del suo paese; una famiglia albanese di religione musulmana accolta ed ospitata da un membro della nostra comunità diocesana, segno di apertura e serena convivenza.

L’ultima tappa di questo percorso si è svolta nella Cattedrale di Conversano, dove ardeva la Luce di Betlemme e musiche suggestive facevano da sottofondo alle nostre riflessioni. Qui ciascuno di noi ha ricevuto una candela, accesa direttamente dalla fiamma di Betlemme che si diffonde nelle nostre case durante il periodo natalizio, e ha scelto di assumersi un impegno concreto.

Un impegno di Pace, da adempiere ogni giorno per essere veri operatori di Pace.

Antonio Castiglione,

Gruppo Scout Rutigliano 2 

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